Barefoot in montagna: camminare scalzi è adatto a ogni escursione?

Fare escursioni scalzi o con calzature minimaliste può offrire un contatto più intenso con il terreno, ma di per sé non garantisce maggiore stabilità, una postura migliore o un rischio di infortunio inferiore. In montagna contano esperienza, superficie, meteo, lunghezza del percorso e possibilità di rientrare in sicurezza.
Il barefoot è adatto a ogni escursione in montagna?
No. Un sentiero boschivo regolare e un terreno roccioso d’alta montagna richiedono al piede sforzi diversi. Una suola sottile e flessibile aumenta la percezione del terreno, ma protegge meno da pietre taglienti, caldo e freddo. Stanchezza, roccia bagnata o uno zaino pesante possono aumentare ulteriormente le richieste.
Cosa sappiamo dalla ricerca sulle calzature da escursionismo
Una nuova revisione della letteratura sulle calzature per escursionismo e trail running ha individuato soltanto 16 studi idonei, per lo più sul trail running. Gli effetti a lungo termine, la fatica e le differenze individuali restano poco studiati. Non si può quindi concludere che il barefoot sia sempre più sicuro o più pericoloso per qualsiasi escursione.
Percorso e attrezzatura vengono prima dell’etichetta della scarpa
- Controllate previsioni, lunghezza, dislivello e condizioni del sentiero.
- Scegliete le calzature in base al tratto più impegnativo, non soltanto all’inizio del percorso.
- Portate calzature protettive di ricambio, calze, un kit di primo soccorso e acqua sufficiente.
- Informate una persona fidata del percorso e dell’orario previsto per il rientro.
Il NPS consiglia di conoscere i propri limiti, seguire il meteo, restare sul percorso e preparare un piano. Per confrontare i modelli potete consultare le sneakers barefoot ANTAL; per i terreni tecnici, però, scegliete in base ad aderenza, protezione, tenuta e condizioni specifiche.
Come iniziare gradualmente
- Provate prima un breve tratto conosciuto su terreno semplice.
- Aumentate durata o difficoltà soltanto se non ci sono problemi durante la camminata né il mattino seguente.
- Non cambiate insieme scarpe, lunghezza del percorso, velocità e peso dello zaino.
- In caso di dolore, minore stabilità o lesioni cutanee, tornate a una soluzione più sicura.
Trovate indicazioni pratiche anche nell’articolo su come abituarsi alle scarpe barefoot. Non occorre forzare un cambiamento del passo né imporsi un appoggio sull’avampiede.
Ferite, meteo e motivi per rientrare
Pulite tagli o punture e rimuovete lo sporco visibile; una ferita profonda, contaminata o in peggioramento richiede una valutazione professionale. Il CDC precisa che la necessità della vaccinazione antitetanica dipende dal tipo di ferita e dalla storia vaccinale: non esiste quindi una regola automatica dei dieci anni valida per ogni lesione. Interrompete l’escursione anche in caso di perdita di sensibilità, dolore intenso, gonfiore marcato o segni di ipotermia o surriscaldamento. In caso di diabete o sensibilità ridotta, valutate con un professionista se camminare scalzi sia adatto a voi.
Fonti: NPS; CDC; revisione del 2026.
